I Memoriali conservati presso l'Archivio di Stato (foto Paolone)
Il 20 aprile scorso è morto Martin Bertram, storico del diritto di profonda e vastissima dottrina, fra i più autorevoli studiosi di canonistica dell’ultimo mezzo secolo e certamente massimo conoscitore della tradizione manoscritta delle Decretali di Gregorio IX. La nostra Deputazione si associa al dolore della comunità scientifica, per la perdita di questo esponente della più nobile tradizione storica tedesca, che, presso l’Istituto Storico Germanico di Roma e nelle sale di studio di biblioteche e archivi italiani, ha dedicato le sue inesauribili energie allo studio austero e rigoroso di manoscritti e documenti. Non meno importanti le ricerche condotte da Martin Bertram nel corso degli anni Ottanta sul notariato bolognese, lavori tanto scrupolosi quanto originali, in grado di illuminare in modo esemplare, e al contempo sintetizzare l’immenso patrimonio di testamenti conservato presso l’Archivio di Stato di Bologna. Quelle ricerche, confluite in tre articoli pubblicati dai Quellen und Forschungen dell’Istituto Storico Germanico fra il 1989 e il 1991, costituiscono tuttora un punto di riferimento e una guida indispensabile per chi intende affrontare studi sistematici sui testamenti bolognesi. Infine, e soprattutto, chi ha avuto il privilegio di incontrarlo nella sala di studio dell’Archivio bolognese, e di godere della sua amabile conversazione, non potrà non conservare il ricordo prezioso di un gentiluomo d’altri tempi: affabile, cortese, disponibile all’ascolto e generoso, sempre, di consigli e incoraggiamenti.
Sabato 23 maggio 2026, ore 10.00, Museo Civico Archeologico
ingresso da via dei Musei 8
Roberta Napoletano
Un bifoglio inedito degli statuti comunali bolognesi del Trecento
Rita De Tata
Frammenti di incunaboli nei fondi dell’Archivio di Stato di Bologna
Coordina Armando Antonelli
La seduta è aperta al pubblico e può essere seguita online attraverso questo collegamento:
https://meet.google.com/cuu-ddgm-ofh
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Deputazione di Storia patria per le Province di Romagna
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La Deputazione di Storia patria per le Province di Romagna
La Deputazione, sin dalla sua fondazione, si è occupata di:
- promuovere gli studi storici relativi al Bolognese e alla Romagna
- provvedere alla ricognizione, alla pubblicazione e alla illustrazione delle fonti storiche regionali
- intervenire presso le competenti autorità qualora venga a conoscenza di pericoli che minacciano la conservazione del patrimonio culturale ed artistico e per promuovere opportuni restauri
- collaborare con le Prefetture per l'intitolazione di strade e piazze
La deputazione promuove gli studi storici relativi al Bolognese e alla Romagna,
provvede alla pubblicazione delle fonti storiche regionali,
collabora con le Prefetture per l'intitolazione di strade e piazze
Fatti salienti
- 10 febbraio 1860: Decreto del Governatore delle Regie Provincie dell'Emilia che istituisce le tre Deputazioni
- 6 luglio 1862: Regio decreto n. CCCCLI (parte supplementare) che approva lo statuto delle Deputazioni di storia patria delle Provincie dell'Emilia
- 20 luglio 1934: Regio decreto legge, n. 1226, Coordinamento degli Istituti nazionali di studi storici in Roma
- 20 giugno 1935: Regio decreto, n. 1176, Approvazione del regolamento per le Regie Deputazioni di storia patria
- 24 gennaio 1947: Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato, n. 245, Abrogazione del regolamento delle Deputazioni di storia patria e della annessa tabella
- 31 dicembre 1947: Decreto del Capo provvisorio dello Stato, n. 1746, Approvazione dello statuto della Deputazione di storia patria per le provincie di Romagna, con sede in Bologna
- 20 febbraio 1958: Decreto del Presidente della Repubblica, n. 483, Approvazione dello statuto della Deputazione di storia patria per le provincie di Romagna, con sede in Bologna e riconoscimento della personalità giuridica
- 29 novembre 1970: Statuto della Deputazione di storia patria per le provincie di Romagna, con sede in Bologna
- 23 agosto 1988: Legge n. 400, art. 3, sulla Nomine alla presidenza di enti, istituti o aziende di competenza dell'amministrazione statale
- 20 dicembre 1993: Decreto ministeriale del 20 dicembre 1993, Approvazione del nuovo statuto della Deputazione di storia patria per le province di Romagna
Organizzazione
1862-1935
Gli uffici e gli organi della Deputazione sono regolati dall'articolo 18 dello statuto, essi sono:
- il Presidente
- il Consiglio direttivo
- il Consiglio amministrativo
- il Segretario
- il Tesoriere
1935-1947
Gli uffici e gli organi della Deputazione sono regolati dagli articoli 4, 16, 28, 29 e 30 del regolamento per le Regie Deputazioni di Storia patria, essi sono:
- il Consiglio direttivo
- il Presidente
- il Presidente e il Direttorio delle Sezioni
1947-1993
Le cariche sociali della Deputazione sono regolate dagli articoli 5-12 dello statuto, esse sono:
- il Consiglio direttivo
- il Presidente
- i due vice-Presidenti
- il Segretario
- il Tesoriere
- i Revisori dei conti (dal 1993)
- il Direttore di Sezione
La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell'orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.
Eugenio Montale